Non solo G.C. Abba tra i protagonisti del Risorgimento

Gio, 03/03/2011 - 15:31 |  redazione

 

14 cairesi, l’8 febbraio 1946, alla battaglia di S. Antonio del Salto

Cairo Montenotte - Anche la nostra città si appresta a festeggiare il 150º anniversario dell’Unità di Italia. L’unità politico amministrativa del nostro Stato fu l’atto conclusivo dei moti del Risorgimento: un periodo storico che comprende una serie di avvenimenti politici, sociali, ideologici e militari attraverso i quali gli Italiani si liberarono della dominazione austriaca e conseguirono l’unità e l’indipendenza del Paese. Esso fu reso possibile dalla diffusione in tutta Europa dei principi della Rivoluzione Francese e si realizzò attraverso società segrete, moti rivoluzionari, guerre e il sacrificio di molti uomini che dedicarono la propria esistenza alla lotta per la libertà della “patria”.
Non molti sono a conoscenza che la nostra città, e un numero notevole di Cairesi, contribuirono a questo fondamentale evento anche con la partecipazione ai molti eventi, anche in terre lontane, che in quegli anni prepararono storicamente, socialmente ed ideologicamente il Regno d’Italia formalmente costituito in Stato unitario il 17 marzo dell’anno 1861.
Un primo gruppo di cittadini Cairesi combatté con Garibaldi a S. Antonio del Salto, in Uruguay, l’8 febbraio 1846. A ricordare l’anniversario, passato in questi giorni completamente inosservato a Cairo, è la lapide marmorea posta sotto l’arco di Porta Soprana che riporta i nomi di quei valorosi nostri concittadini di cui tre perirono sul campo nello scontro del 18 febbraio 1946.
Fu il vice Sindaco Cornelio Anselmi, nell’ormai lontano anno 1947, a far collocare la lapide che riportava tutti i nomi dei militari Cairesi che parteciparono a quel combattimento. La legione Italiana, composta da 650 unità, era costituita in prevalenza da operai, agricoltori e “mercanti“ con “pochi antichi ufficiali dell’impero“ ed era guidata in prevalenza da ufficiali Italiani.
La delibera della Giunta del 18 luglio 1947 dice : “.......un numero notevole di Cairesi ha fatto parte della legione Italiana di Montevideo agli ordini di Giuseppe Garibaldi, combattendo nel 1846 nella guerra di difesa dell’Uruguay contro la Repubblica argentina…”
Come ricorda la lapide:

"Nacquero in questo Comune e militarono nella Legione Italiana di Montevideo agli ordini di Giuseppe Garibaldi per la libertà dell’Uruguay: Carle Giuseppe, caporale; Canepa Michele, soldato (Rocchetta); Franzino Michele, caporale; Gagliardo Giovanni, soldato; Ottonello Domenico, soldato; Piovano Antonio, soldato; Piovano Giuseppe, soldato; Sattamino Alessandro, sergente; Servetti Bartolomeo, caporale; Seghino Policarpo, sergente; Sicco Giuseppe, soldato (Rocchetta); Stellardi Pietro, sergente; Viglione Pietro, caporale (Rocchetta) e Viola Pietro, caporale. In quell’occasione caddero combattendo a Sant’Antonio del Salto 18 febbraio 1846: Policarpo Seghino, Domenico Ottonello, Antonio Piovano e fu gravemente ferito Alessandro Sattamino (volgo Juan Leon)."


Quasi “dimenticati” questi nostri concittadini precursori dell’Unità d’Italia, è a tutti sicuramente più nota la figura ed il ruolo del ben più illustre cairese Giuseppe Cesare Abba che, invece, è stato adeguatamente celebrato, con le varie iniziative dei mesi scorsi, dalla nostra Città.
G.C.Abba nacque nel 1838 a Cairo; frequentò la scuola degli Scolopi di Carcare, a quel tempo rinomato collegio fondato da San Giuseppe Calasanzio. Fu in questo ambiente di studi che egli formò la sua cultura e insieme i suoi ideali patriottici.
Il 5 maggio 1860 partiva da Quarto con i volontari garibaldini per l’impresa dei Afille e, dagli appunti presi durante il viaggio e sui campi di battaglia della Sicilia, nacque l’opera che lo rese celebre in tutta Italia “Da Quarto al Volturno”.
Ai suoi ideali egli rimase fedele tutta la vita e infatti nelle opere successive sono presenti i ricordi e le lotte per l’unità d’Italia unitamente all’ammirazione per i princìpi della Rivoluzione francese e per Napoleone. Insegnante prima e preside poi, visse la seconda parte della sua vita a Brescia. Fu oratore ufficiale per le solennità patriottiche in tutta Italia e commemorò Garibaldi in Campidoglio al cospetto del re. Morì nel 1910 a Brescia, ma i funerali, alla presenza di una grande folla, si svolsero a Cairo. La sua salma, avvolta nella bandiera tricolore, fu sepolta nel cimitero della nostra città in una tomba ricoperta da una semplice pietra di granito.
SDV